Preview |
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| eugenio calvi guglielmo gulotta Il codice deontologico degli psicologi italiani |
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| brodsky s.l. The expert expert witness: More maxims and guidelines for testifying in court |
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| "The expert expert witness" is the sequel to Stanley
Brodskys "Testifying in court" (published by APA, Washington, 1991). The
aim of this new book is to help expert witnesses become more expert in their testimony. In
other words, to enhance witness wisdom relative to the contexts in which they operate and
to make them more skillful in presenting their opinions, thus enabling them to feel more
comfortable and less frightened during cross-examination and deposition sessions.
Following the authors contention that "humor diminishes fear" even in the
courtroom, the book is intentionally "playful and irreverent". Massimiliano Aramini
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Calvi E., Gulotta G., e coll., Il codice deontologico degli psicologi commentato articolo per articolo, Giuffrè editore, Milano, pp. 264, 1999;
De Leo G., Patrizi P., La spiegazione del crimine Un approccio psicosociale alla criminalità (2nd ed.), Il Mulino, Bologna, pp. 236, 1999;
De Leo G., Patrizi P., Trattare con adolescenti devianti, progetti e metodi di intervento nella giustizia minorile, Carocci editore, Roma, pp. 197, 1999;
Di Nuovo S., Grasso G., Diritto e procedura penale minorile, profili giuridici, psicologici e sociali, Giuffrè editore, Milano, pp. 544, 1999;
Serra C., Psicologia penitenziaria, sviluppo storico e contesti psicologici - sociali e clinici, Giuffè editore, Milano, pp. 224, 1999;
Williams F. P., McShane M. D., Devianza e criminalità, Il Mulino, pp. 297, 1999; La scuola classica; la scuola positiva; la scuola di Chicago; teoria dellassociazione differenziale; teoria dellanomia; teorie della subcultura; teoria delletichettamento; teoria del conflitto; teoria del controllo sociale; teoria dellapprendimento sociale; teorie razionali, generali e del genere; il futuro delle teorie criminologiche Bagnara P., Violenza familiare: prevenzione e trattamento. Le radici nascoste dellabuso su donne e bambini attraverso la clinica dei casi, Franco Angeli, pp. 109, 1999, Milano;
LAbate L. e Baggett M. S., Il Sé nelle relazioni familiari. Una classificazione della personalità, della psicopatologia e della criminalità, Franco Angeli, pp. 366, 1999, Milano;
Lo Verso G., Lo Coco G., Mistretta S., Zizzo G., Come cambia la mafia. Esperienze giudiziarie e psicoterapeutiche in un paese che cambia, Franco Angeli, pp. 158, 1999, Milano;
Centro Studi Giuridici sulla Persona, Lessico di diritto di famiglia, Roma, anno I Vol. 4, 1999;
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| Ackerman M. J., Essentials of Forensic Psychological Assessment, John Wiley & Sons, Inc., pp. 294, 1999;
Ammerman R., Hersen M., Assessment of family violence, a clinical and legal sourcebook (2nd ed.), John Wiley & Sons, Inc., pp. 436, 1999;
Blau T. H., The forensic documentation sourcebook. A comprehensive collection of forms and records for forensic mental health practice, John Wiley & Sons, Inc., 1999;
Findlay M., The globalisation of crime, understanding transitional relationships in context, Cambridge University Press, pp. 243, 1999;
Hess A. K., Weiner I. B., The handbook of forensic psychology (2nd ed.), John Wiley & Sons, Inc., pp. 756, 1999;
Milne R., Bull R., Investigative interviewing, psychology and practice, John Wiley & Sons, Inc., pp. 223, 1999;
Turvey B., Criminal Profiling, Academic Press, Inc., pp. 462, 1999;
Webb D., Harris R., Mentally disordered offenders, managing people nobody owns, Routledge, Taylor & Francis Group, London, New York, pp. 173, 1999;
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eugenio calvi |
Collana di Psicologia Giuridica e Criminale |
| Il codice deontologico degli psicologi | |
Il
volume di Calvi, Gulotta e collaboratori presenta e spiega il Codice Deontologico degli
psicologi approvato dal Consiglio Nazionale dellOrdine il 17 gennaio 1998. Nella prima parte del volume Prolegomeni- trovano così posto interventi di: Calvi, che illustra le finalità ispiratrici seguite nella formulazione del Codice, ossia la tutela del cliente, la tutela del professionista nei confronti dei colleghi, la tutela del gruppo professionale, e la responsabilità nei confronti della società, e mostra come esse siano state tradotte in norme sulla condotta professionale; di Marini, che traccia la storia dellitinerario storico-culturale che, svoltosi soprattutto allinterno della S.I.Ps, ha condotto dapprima al riconoscimento della protezione legale assicurata alla professione dello psicologo, e poi alle norme deontologiche; di Michielin, che descrive ogni fase della preparazione e il travagliato iter dellapprovazione del Codice Deontologico, documentandola con stralci di articoli ed editoriali apparsi sul giornale nazionale dellOrdine La Professione di Psicologo; infine di Cavallo, che tratteggia la situazione europea, evidenziando conformità e differenze tra i Codici Deontologici dei diversi paesi. Dopo avere in questo modo delineato il
Codice Deontologico rispetto allo sfondo di avvenimenti, motivi e scopi che lo hanno
plasmato, Calvi, Di Giovanni, Gelli, Gius, Gualtieri, Gulotta, Madonna e
Parmentola affrontano lanalisi ed il commento di ciascuno dei 42 articoli che lo
compongono. La matrice giuridica degli autori dei commenti, e dei curatori del libro, emerge (anche) nella precisione con cui analizzano semanticamente il corpo di ogni articolo; può accadere, ad esempio, che definiscano termini o espressioni, come "decoro", "dignità", "correttezza professionale" (art. 2), o "consenso valido" e "informato" (art.12), o "uso improprio di strumenti psicologici" (art. 25), che pur apparendo chiari al senso comune, devono invece esser definiti con precisione in un contesto giuridico qual è quello delle norme deontologiche. Si può così scoprire che per "decoro" e "dignità" si deve intendere "lo stile che nellatteggiamento, nei modi e nella condotta è conveniente alla condizione professionale dello psicologo; contrasterebbe con tale stile lo psicologo che assumesse un comportamento volgare, in privato con i propri clienti o pazienti, ed anche in pubblico ove rappresenti a qualsiasi titolo la sua professione". Il commento degli articoli comprende inoltre informazioni sugli eventuali raccordi tra le norme del Codice Deontologico e il codice civile e penale, e raffronti con norme analoghe contenute o nei codici deontologici di professioni affini quale quella dei medici, o nei codici etici degli psicologi di altre nazioni (spagnoli, portoghesi, francesi, scandinavi, etc.). A chiusura sono posti il Regolamento disciplinare (con il commento di Calvi) che contiene le norme di procedura dei procedimenti disciplinari a carico degli psicologi che abbiano violato le norme deontologiche, e le Linee Guida Deontologiche per lo Psicologo Forense, precedute da una Premessa di Gulotta che sistematizza, tra laltro, i contesti cui la psicologia può contribuire in ambito forense. Esse si pongono a completamento del Codice Deontologico, in quanto disposizioni che riguardano lesercizio dellattività psicologica in ambito forense: scopi e modalità di risposta al quesito peritale, scelta e motivazione di metodologie scientificamente affidabili, ruolo del consulente di parte, necessità di aggiornamento in psicologia giuridica e nelle norme giuridiche rilevanti, sono solo alcuni degli argomenti approfonditi e regolamentati. Conclude il volume unAppendice che contiene alcuni documenti che completano il quadro delle norme che riguardano la professione dello psicologo, tra cui il Codice etico della ricerca psicologica e la Carta di Noto. Come fa notare nellIntroduzione Ranzato, il Codice Deontologico è redatto nella forma di una descrizione dei doveri a carico dello psicologo, doveri che spesso assumono la forma di imperativi e di divieti: "lo psicologo è tenuto, deve garantire, ha lobbligo, si astiene, si limita, deve provvedere, evita ". Di questa immagine "in negativo", il volume offre una lettura "in positivo", in ottica cioè non limitante ma propositiva, utilizzando e suggerendo a ciascuno di utilizzare il Codice non come vincolo sulla propria libertà dazione, ma piuttosto come bussola in mare aperto. Lintento degli autori non è un imperativo indicare la "giusta direzione di navigazione", ma piuttosto è insegnare a leggere la bussola ora in dotazione a tutti gli psicologi, permettendo poi a ciascuno di raggiungere il proprio porto. |
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Ilaria Cutica |
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Collana di Psicologia Giuridica e Criminale |
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| Il codice deontologico degli psicologi italiani | |
The book presents and explains the Italian Psychologists' Ethic Code, approved by the Psychological Association National Council, on 17 January 1998. The Ethic Code meaning for each psychology professional emerges from a punctual report of its approval process, starting from the first ethic rules held in the S.I.P.s (Societa' Italiana di Psicologia) internal code (1960), onwards to the National Ethic Committee opera, who proposed, discussed and sharpened about twenty proposal drafts, balancing several heterogeneous issues as the clinical-psychologist, the psychotherapist-psychologist, the researcher-psychologist, and so on. In the book first section (Prolegomeni), Calvi illustrates the code aims: client defense, psychologist defense toward colleagues, and responsibilities towards society, showing how these aims are embedded in the Code itself. Marini draws out the story of the historical and cultural paths that enhanced the feeling of a need for some ethic rules; Michielin describes each phase of the tormented drawing up of the Ethic Code, supported by article cuttings published on the Psychological Association national newspaper (La Professione di Psicologo). Finally, Cavallo sketch out the European situation, stressing likeliness and differences among each country ethic codes. In the second section Calvi, Di Giovanni, Gelli, Gius, Gualtieri, Gulotta, Madonna and Parmentola analyze and comment each of the 42 articles of the Code. A typical commentary explains first the article meaning, often enriched with some examples of its possible application, and then the psychological and legal principia underlying its current formulation. The authors show how to apply each paragraph to concrete and everyday situation: for example what a psychologist is supposed to do if he find himself in a struggle between professional secrecy and the danger for the patient's or a third person's health? It may happen -it actually happened- that a patient tells his therapist he is planing to kill his girlfriend. The Ethic Code deals both with the professional secrecy (art. 11,12,15) and the professional's obligation of reporting a crime (art. 13). The commentary helps in seeing the way clear among all the different rights and obligations involved. Besides, the authors provide each article with a semantic analysis of those terms that, even having an intuitive meaning in the everyday context, need a precise definition in the legal context of the Code. Finally, the commentary stresses the points of contact between the Code and both the civil and criminal Italian Codes, on one side, and the Ethic Codes for Psychologists of other European countries on the other. The book third part comprises the Disciplinary Rules (with a commentary written by Calvi), that contains the disciplinary measures for those psychologists who break the ethic rules, and the Ethic Guide-Lines for Forensic Psychologists (with some preliminary remarks by Gulotta), that concerns issues as how to answer an expert question, how to choose reliable and valid methods, how to be a partisan expert, how to keep up to date with forensic psychology issues, and more. As Ranzato points out in his Introduction, the Ethic Code is similar to a list of duties, that often shapes as imperatives and prohibitions. The volume offers the key for turning this sort of bounding view in a proposing one, suggesting how to use the Code not as a boundary, but a guide. Authors' aim is not an imperative pointing at the right direction, but teaching psychologists how to read their compass, letting them free to reach their own harbor. Ilaria Cutica |
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