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Elements of juridical psychology
(G. Gulotta and co-authors)

Book reviews

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guglielmo gulotta


Il codice deontologico degli psicologi italiani 

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The expert expert witness: More maxims and guidelines for testifying in court

 

Just off the press
by Barbara Forresi
(University of Turin)

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Brosky S.L.

 
 

"The expert expert witness" is the sequel to Stanley Brodsky’s "Testifying in court" (published by APA, Washington, 1991). The aim of this new book is to help expert witnesses become more expert in their testimony. In other words, to enhance witness wisdom relative to the contexts in which they operate and to make them more skillful in presenting their opinions, thus enabling them to feel more comfortable and less frightened during cross-examination and deposition sessions. Following the author’s contention that "humor diminishes fear" even in the courtroom, the book is intentionally "playful and irreverent".
Informative and highly readable, the book is useful for expert witnesses of all levels of experience and - although written for experts in psychology and psychiatry - of different areas of expertise, as well as for all those who, like judges and attorneys, are concerned with professional knowledge presented as court evidence. In this way, it should contribute in creating an atmosphere of honesty and objectivity.
Every topic discussed in summed up in a maxim; the whole constituting a succinct "code of practice", which an expert witness would do well to have handy when called to testify in court. These maxims address ethical, professional and practical issues about expert behavior, and are typically formulated as follows: "methodological weaknesses can and should be exposed by competent probing in the adversarial process"; "do not defend experience itself as proof of accuracy"; "avoid anti-lawyer jokes and quips", and meetings and matches with attorneys ("do not allow your reports or testimony to be recast into simple-minded and arbitrary groupings of the attorney’s choice") and other experts ("opposing experts who disagree with you are not necessarily corrupt, dim, or myopic").

Massimiliano Aramini
Univerisity of Turin, Italy

 

 

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Calvi E., Gulotta G., e coll., Il codice deontologico degli psicologi commentato articolo per articolo, Giuffrè editore, Milano, pp. 264, 1999;

Le linee guida del Codice deontologico; principi generali; rapporti con l’utenza e con la committenza; rapporti con i colleghi; rapporti con la società; norme di attuazione; regolamento disciplinare; linee giuda deontologiche per lo psicologo forense.

De Leo G., Patrizi P., La spiegazione del crimine Un approccio psicosociale alla criminalità (2nd ed.), Il Mulino, Bologna, pp. 236, 1999;

Il dibattito di sfondo; la costruzione sociale del crimine; verso un costruzionismo complesso; la carriera deviante; l’evoluzione del crimine; un’unità di analisi per la criminalità come problema sociale complesso; una riflessione conclusiva: la ricerca di nuovi criteri ordinativi in criminologia.

De Leo G., Patrizi P., Trattare con adolescenti devianti, progetti e metodi di intervento nella giustizia minorile, Carocci editore, Roma, pp. 197, 1999;

I presupposti dell’intervento, ragionamenti teorici, evoluzione delle risposte istituzionali e metodologiche operative, il processo penale minorile come cornice giuridica per nuove opportunità progettuali; il dibattito sui metodi, gli accertamenti di personalità, perizie e consulenze psicologiche, il lavoro psicologico nelle misure cautelari, contesti istituzionali in evoluzione e nuove ipotesi di interventi, la messa alla prova come forma di mediazione penale, mediazione e conciliazione con la vittima, strumenti e metodi di verifica degli interventi.

Di Nuovo S., Grasso G., Diritto e procedura penale minorile, profili giuridici, psicologici e sociali, Giuffrè editore, Milano, pp. 544, 1999;

Le ragioni del punire; la pretesa punitiva; le pretesa punitiva nei confronti di persona minorenne; la legge penale sostanziale e il minorenne; il processo: i contesti e i soggetti; il processo penale minorile; il minore; il giudice; il pubblico ministero e la polizia giudiziaria; i servizi; il processo: le dinamiche; gli epiloghi delle indagini preliminari; l’udienza preliminare, la condanna a sanzione sostitutiva, i provvedimenti civili urgenti e il giudizio abbreviato; i "riti ordinari"; l’irrilevanza del fatto; il perdono giudiziale; il probation processuale e minorile; i provvedimenti pre-cautelari, la permanenza presso il centro di prima accoglienza, l’udienza di convalida; le misure cautelati; il "trattamento penale"; le sanzioni sostitutive; le misure di sicurezza; il carcere e l’ordinamento penitenziario; la destigmatizzazione; la risocializzazione.

Serra C., Psicologia penitenziaria, sviluppo storico e contesti psicologici - sociali e clinici, Giuffè editore, Milano, pp. 224, 1999;

Definizione ed evoluzione normativa della riforma penitenziaria; contesti operativi e professionali degli esperti penitenziari; ipotesi di trattamento per l’affettività e la sessualità: proposte normative; nuove possibilità di misure alternative alla detenzione: la legge Simeone-Saraceni del 12 Maggio 1998, n. 165; sviluppi professionali e culturali della psicologia penitenziaria.

Williams F. P., McShane M. D., Devianza e criminalità, Il Mulino, pp. 297, 1999;

La scuola classica; la scuola positiva; la scuola di Chicago; teoria dell’associazione differenziale; teoria dell’anomia; teorie della subcultura; teoria dell’etichettamento; teoria del conflitto; teoria del controllo sociale; teoria dell’apprendimento sociale; teorie razionali, generali e del genere; il futuro delle teorie criminologiche

Bagnara P., Violenza familiare: prevenzione e trattamento. Le radici nascoste dell’abuso su donne e bambini attraverso la clinica dei casi, Franco Angeli, pp. 109, 1999, Milano;

Origine del comportamento violento negli adulti; L’abuso dei genitori ai danni dei bambini; La violenza sulle donne all’interno del nucleo familiare; Si può uscire dalla spirale della propria distruttività?; Prevenire è meglio che curare.

L’Abate L. e Baggett M. S., Il Sé nelle relazioni familiari. Una classificazione della personalità, della psicopatologia e della criminalità, Franco Angeli, pp. 366, 1999, Milano;

Corpi familiari creativi e corpi familiari fatali; Sintesi e ampliamento della teoria; Estensione della teoria alla personalità, alla criminalità e alla psicopatologia.

Lo Verso G., Lo Coco G., Mistretta S., Zizzo G., Come cambia la mafia. Esperienze giudiziarie e psicoterapeutiche in un paese che cambia, Franco Angeli, pp. 158, 1999, Milano;

Lo psichismo mafioso: sintesi ed inquadramento; Lo psichismo mafioso oggi; Cosa Nostra: una realtà in trasformazione; visioni prospettiche. Mutamenti dell’identità mafiosa; Esperienze psicoterapiche e dei servizi di cura; mutamenti dello psichismo mafioso: uno studio psicopatologico e psicoterapico; iconoclasmi e casi clinici: oltre i luoghi comuni dell’immaginario sui mafiosi; mafia e psicopatologia. La cultura siciliana fra tradizione e cambiamento; Esperienze giudiziarie; lo psichismo mafioso femminile fra tradizione e trasformazione; una particolare trasformazione. I collaboratori di mafia nel passaggio da p.m. al giudice; i collaboratori di giustizia: una lente per osservare la realtà mafiosa; Riflessioni e ricerche; la mafia tra istituzione e organizzazione; Puer. Spunti di ricerca su adolescenti a famiglia mafiosa; "Percorsi di legalità": sviluppo economico e inclusione sociale fra cambiamento e vecchi simbolismi; il sentire religioso e il sentire mafioso nel transpersonale corleonese.

Centro Studi Giuridici sulla Persona, Lessico di diritto di famiglia, Roma, anno I Vol. 4, 1999;

Si tratta del quarto volume di un trimestrale che affronta numerosi argomenti di psicologia forense della famiglia, civile, penale, minorile, con trattazioni monografiche.

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Ackerman M. J., Essentials of Forensic Psychological Assessment, John Wiley & Sons, Inc., pp. 294, 1999;

Introduction to essentials of forensic assessment; essentials of child custody evaluations; essentials of personal injury assessment; essentials of malingering assessment; essentials of competency to stand trial assessment; essentials of civil commitment assessment; essentials of juvenile assessment; essentials of substance abuse assessment; essential of abuse issues assessment.

Ammerman R., Hersen M., Assessment of family violence, a clinical and legal sourcebook (2nd ed.), John Wiley & Sons, Inc., pp. 436, 1999;

Current issues in the assessment of family violence: an update, clinical issues in the assessment of family violence, clinical issues in the assessment of partner violence, clinical issues in the assessment of partner violence, legal and systems issues in the assessment of family violence involving children, legal and systems issues in the assessment of family violence; epidemiology of family involving children; epidemiology of intimate partner violence and other family; types of family violence, child physical abuse, child neglect, incest in young children, extrafamilial child sexual abuse, woman battering, elder abuse and neglect, psychological maltreatment of children, psychological maltreatment of women; special issues, child witnesses of domestic violence, adolescent perpetrators of sexual abuse, adult survivors of sexual abuse.

Blau T. H., The forensic documentation sourcebook. A comprehensive collection of forms and records for forensic mental health practice, John Wiley & Sons, Inc., 1999;

Initiating forms; Initiating and assessment process; Initiating a forensic evaluation; process forms; forms for deposition and trial preparation; miscellaneous forms.

Findlay M., The globalisation of crime, understanding transitional relationships in context, Cambridge University Press, pp. 243, 1999;

Notions of context and globalisation; (mis)representing crime; crime and social development; crime and social dysfunction; marginalisation and crime relationships; crime economies; crime and choice; integrating crime control.

Hess A. K., Weiner I. B., The handbook of forensic psychology (2nd ed.), John Wiley & Sons, Inc., pp. 756, 1999;

The context of forensic psychology; applying psychology to civil proceedings; applying psychology to criminal proceedings; communicating expert opinions; intervening with offenders; professional issues.

Milne R., Bull R., Investigative interviewing, psychology and practice, John Wiley & Sons, Inc., pp. 223, 1999;

The importance of investigative interviewing; how do people remember?; the cognitive interview; conversation management; what happens in police interviews?; False testimony; interviewing vulnerable people; interviewing children; training; conclusions and future developments.

Turvey B., Criminal Profiling, Academic Press, Inc., pp. 462, 1999;

Criminal Profiling: An introduction to Behavioral Evidence Analysis, is a unique work centered on the deductive profiling method developed by the author, and motivated by the lack of general knowledge regarding the criminal profiling process. Criminal profiling is written in plain, accessible language for: clinicians involved in offender assesment, lawyer preparing for trial, detectives involved in unsolved cold or serial cases, instructors in the classroom.

Webb D., Harris R., Mentally disordered offenders, managing people nobody owns, Routledge, Taylor & Francis Group, London, New York, pp. 173, 1999;

Mental disorder and social order: underlying themes in crime management; public inquiries in mental health; the police and the mentally disordered in the community; diverting mentally disordered offenders from custody; recreating mayhem? Developing understanding for social work with mentally disordered people; multi-agency risk management of mentally disordered sex offenders: a probation case of custody; the Parole Board and the mentally disordered offender; control and compassion: the uncertain role of mental health review tribunals in the management of the mentally ill; thinking horses, not zebras; a balance of possibilities: some concluding notes on rights; risks and the mentally disordered offender.

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eugenio calvi
guglielmo gulotta

Collana di Psicologia Giuridica e Criminale
diretta da Guglielmo Gulotta
Giuffrè, Milano, 1999, pp. 264

Il codice deontologico degli psicologi

Il volume di Calvi, Gulotta e collaboratori presenta e spiega il Codice Deontologico degli psicologi approvato dal Consiglio Nazionale dell’Ordine il 17 gennaio 1998.
Il significato e la portata del codice emergono attraverso la ricostruzione puntuale della storia della sua approvazione, a partire dalle prime norme deontologiche contenute nel Regolamento interno della S.I.Ps (1960), al lavoro della Commissione deontologica nominata dal Consiglio Nazionale dell’Ordine (1994) che elabora, discute ed affina una ventina di bozze di proposta, dovendo tra l’altro tener conto delle istanze di esercizi professionali diversi quali quelli dello psicologo-psicoterapeuta, dello psicologo-psicologo, dello psicologo-insegnante, dello psicologo-ricercatore, per giungere infine nel 1998 all’approvazione dell’attuale Codice Deontologico.

Nella prima parte del volume –Prolegomeni- trovano così posto interventi di: Calvi, che illustra le finalità ispiratrici seguite nella formulazione del Codice, ossia la tutela del cliente, la tutela del professionista nei confronti dei colleghi, la tutela del gruppo professionale, e la responsabilità nei confronti della società, e mostra come esse siano state tradotte in norme sulla condotta professionale; di Marini, che traccia la storia dell’itinerario storico-culturale che, svoltosi soprattutto all’interno della S.I.Ps, ha condotto dapprima al riconoscimento della protezione legale assicurata alla professione dello psicologo, e poi alle norme deontologiche; di Michielin, che descrive ogni fase della preparazione e il travagliato iter dell’approvazione del Codice Deontologico, documentandola con stralci di articoli ed editoriali apparsi sul giornale nazionale dell’Ordine La Professione di Psicologo; infine di Cavallo, che tratteggia la situazione europea, evidenziando conformità e differenze tra i Codici Deontologici dei diversi paesi.

Dopo avere in questo modo delineato il Codice Deontologico rispetto allo sfondo di avvenimenti, motivi e scopi che lo hanno plasmato, Calvi, Di Giovanni, Gelli, Gius, Gualtieri, Gulotta, Madonna e Parmentola affrontano l’analisi ed il commento di ciascuno dei 42 articoli che lo compongono.
Il commento di ogni articolo è in primo luogo una spiegazione del suo significato, spesso arricchita da esempi concreti della sua applicazione; in secondo luogo è una presentazione dei principi psicologici e giuridici ad esso sottesi e che costituiscono la ratio della sua formulazione. Ogni comma, che presentandosi in linguaggio giuridico può risultare astratto e di difficile trasferimento sul piano pratico e quotidiano,
viene svelato nella sua applicabilità concreta: ad esempio cosa deve fare uno psicologo che si trovi in una situazione di conflitto tra il diritto del paziente alla riservatezza e il pericolo per la salute o la vita del soggetto o di altre persone? Può capitare – è successo- che un paziente dica allo psicoterapeuta che ha intenzione di uccidere la fidanzata, e che motivi la sua decisione tanto da renderla credibile agli occhi dello specialista. Il Codice Deontologico affronta i temi del segreto professionale (artt. 11, 12, 15) e dell’obbligo di referto e di denuncia, con le sue possibili eccezioni (art. 13); il commento aiuta ad orientarsi nell’intreccio di obblighi e diritti delle parti coinvolte, e delle disposizioni previste dai codici (penale, deontologico, etc.), offrendo spunti di riflessione e soluzioni.

La matrice giuridica degli autori dei commenti, e dei curatori del libro, emerge (anche) nella precisione con cui analizzano semanticamente il corpo di ogni articolo; può accadere, ad esempio, che definiscano termini o espressioni, come "decoro", "dignità", "correttezza professionale" (art. 2), o "consenso valido" e "informato" (art.12), o "uso improprio di strumenti psicologici" (art. 25), che pur apparendo chiari al senso comune, devono invece esser definiti con precisione in un contesto giuridico qual è quello delle norme deontologiche. Si può così scoprire che per "decoro" e "dignità" si deve intendere "lo stile che nell’atteggiamento, nei modi e nella condotta è conveniente alla condizione professionale dello psicologo; contrasterebbe con tale stile lo psicologo che assumesse un comportamento volgare, in privato con i propri clienti o pazienti, ed anche in pubblico ove rappresenti a qualsiasi titolo la sua professione".

Il commento degli articoli comprende inoltre informazioni sugli eventuali raccordi tra le norme del Codice Deontologico e il codice civile e penale, e raffronti con norme analoghe contenute o nei codici deontologici di professioni affini quale quella dei medici, o nei codici etici degli psicologi di altre nazioni (spagnoli, portoghesi, francesi, scandinavi, etc.).

A chiusura sono posti il Regolamento disciplinare (con il commento di Calvi) che contiene le norme di procedura dei procedimenti disciplinari a carico degli psicologi che abbiano violato le norme deontologiche, e le Linee Guida Deontologiche per lo Psicologo Forense, precedute da una Premessa di Gulotta che sistematizza, tra l’altro, i contesti cui la psicologia può contribuire in ambito forense. Esse si pongono a completamento del Codice Deontologico, in quanto disposizioni che riguardano l’esercizio dell’attività psicologica in ambito forense: scopi e modalità di risposta al quesito peritale, scelta e motivazione di metodologie scientificamente affidabili, ruolo del consulente di parte, necessità di aggiornamento in psicologia giuridica e nelle norme giuridiche rilevanti, sono solo alcuni degli argomenti approfonditi e regolamentati.

Conclude il volume un’Appendice che contiene alcuni documenti che completano il quadro delle norme che riguardano la professione dello psicologo, tra cui il Codice etico della ricerca psicologica e la Carta di Noto.

Come fa notare nell’Introduzione Ranzato, il Codice Deontologico è redatto nella forma di una descrizione dei doveri a carico dello psicologo, doveri che spesso assumono la forma di imperativi e di divieti: "lo psicologo è tenuto,…deve garantire,… ha l’obbligo,… si astiene,… si limita,… deve provvedere,… evita…". Di questa immagine "in negativo", il volume offre una lettura "in positivo", in ottica cioè non limitante ma propositiva, utilizzando – e suggerendo a ciascuno di utilizzare – il Codice non come vincolo sulla propria libertà d’azione, ma piuttosto come bussola in mare aperto. L’intento degli autori non è un imperativo indicare la "giusta direzione di navigazione", ma piuttosto è insegnare a leggere la bussola ora in dotazione a tutti gli psicologi, permettendo poi a ciascuno di raggiungere il proprio porto.

Ilaria Cutica

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Chiara Berti,
Anna Mestitz,
Augusto Palmonari,
Michele Sapignoli

Carocci, Roma, 1998

Avvocati, magistrati e processo penale.
Analisi socio-psicologica di una fase di transizione


Mai come nell’ultimo decennio la società italiana è stata tanto perplessa sugli obiettivi, i significati e i simboli di una giustizia che sta vivendo una complessa fase di transizione. La ricerca socio-psicologica presentata in questo volume tenta di fornire risposte ed esamina il cambiamento operato nel processo penale attraverso l’esplorazione delle ideologie, delle credenze, dell’insieme dei valori, spesso inconsapevoli, che guidano le azioni dei giudici, dei pubblici ministeri e degli avvocati.
L’apparato concettuale e metodologico della psicologia sociale e in particolare l’approccio delle rappresentazioni sociali, consente agli autori di individuare gli ideali a cui si ispirano avvocati e magistrati, i loro modelli di riferimento, le difficoltà concrete nei rapporti professionali, e soprattutto i consistenti limiti del tentativo di cambiare attraverso testi legislativi i valori tradizionalmente legati al processo inquisitorio propri della cultura giuridica italiana. L’indagine conferma che nei gruppi sociali la trasformazione della cultura e l’adozione di un nuovo sistema di valori sono processi lentissimi e complessi.
Il volume può interessare gli avvocati e i magistrati penalisti, gli studiosi e studenti di diritto e procedura penale, gli studiosi e studenti di psicologia sociale e di psicologia giuridica.


Chiara Berti
è professore a contratto di Psicologia giuridica presso la Facoltà di psicologia dell’Università di Bologna, e di Psicologia sociale presso il Corso di laurea in psicologia dell’Università di Urbino.

Anna Mestitz è dirigente di ricerca presso l’Istituto di Ricerca sui Sistemi Giudiziari del Consiglio Nazionale delle Ricerche di Bologna, dove svolge ricerche di Psicologia giuridica.

Augusto Palmonari è professore ordinario di Psicologia sociale presso la Facoltà di psicologia dell’Università di Bologna.

Michele Sapignoli è ricercatore presso il Dipartimento di organizzazione e sistema politico dell’Università di Bologna.

 

eugenio calvi
guglielmo gulotta

Collana di Psicologia Giuridica e Criminale
diretta da Guglielmo Gulotta
Giuffrè, Milano, 1999, pp. 264

Il codice deontologico degli psicologi italiani

The book presents and explains the Italian Psychologists' Ethic Code, approved by the Psychological Association National Council, on 17 January 1998.

The Ethic Code meaning for each psychology professional emerges from a punctual report of its approval process, starting from the first ethic rules held in the S.I.P.s (Societa' Italiana di Psicologia) internal code (1960), onwards to the National Ethic Committee opera, who proposed, discussed and sharpened about twenty proposal drafts, balancing several heterogeneous issues as the clinical-psychologist, the psychotherapist-psychologist, the researcher-psychologist, and so on.

In the book first section (Prolegomeni), Calvi illustrates the code aims: client defense, psychologist defense toward colleagues, and responsibilities towards society, showing how these aims are embedded in the Code itself. Marini draws out the story of the historical and cultural paths that enhanced the feeling of a need for some ethic rules; Michielin describes each phase of the tormented drawing up of the Ethic Code, supported by article cuttings published on the Psychological Association national newspaper (La Professione di Psicologo). Finally, Cavallo sketch out the European situation, stressing likeliness and differences among each country ethic codes.

In the second section Calvi, Di Giovanni, Gelli, Gius, Gualtieri, Gulotta, Madonna and Parmentola analyze and comment each of the 42 articles of the Code. A typical commentary explains first the article meaning, often enriched with some examples of its possible application, and then the psychological and legal principia underlying its current formulation. The authors show how to apply each paragraph to concrete and everyday situation: for example what a psychologist is supposed to do if he find himself in a struggle between professional secrecy and the danger for the patient's or a third person's health? It may happen -it actually happened- that a patient tells his therapist he is planing to kill his girlfriend. The Ethic Code deals both with the professional secrecy (art. 11,12,15) and the professional's obligation of reporting a crime (art. 13). The commentary helps in seeing the way clear among all the different rights and obligations involved.

Besides, the authors provide each article with a semantic analysis of those terms that, even having an intuitive meaning in the everyday context, need a precise definition in the legal context of the Code. Finally, the commentary stresses the points of contact between the Code and both the civil and criminal Italian Codes, on one side, and the Ethic Codes for Psychologists of other European countries on the other.

The book third part comprises the Disciplinary Rules (with a commentary written by Calvi), that contains the disciplinary measures for those psychologists who break the ethic rules, and the Ethic Guide-Lines for Forensic Psychologists (with some preliminary remarks by Gulotta), that concerns issues as how to answer an expert question, how to choose reliable and valid methods, how to be a partisan expert, how to keep up to date with forensic psychology issues, and more.

As Ranzato points out in his Introduction, the Ethic Code is similar to a list of duties, that often shapes as imperatives and prohibitions. The volume offers the key for turning this sort of bounding view in a proposing one, suggesting how to use the Code not as a boundary, but a guide. Authors' aim is not an imperative pointing at the right direction, but teaching psychologists how to read their compass, letting them free to reach their own harbor.

Ilaria Cutica
Università di Torino

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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